Incentivi per l’internazionalizzazione per superare la crisi economica dovuta al virus covid-19

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il Governo a partire dal decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) ha introdotto una serie di provvedimenti e incentivi per rilanciare l’export ed il processo di internazionalizzazione delle imprese. Lo sviluppo dei mercati esteri passa necessariamente anche per una attenta valutazione delle implicazioni fiscali dell’attività che l’impresa svolge all’estero.

Diverse sono le misure e gli incentivi adottati dal Governo per superare la crisi economica dovuta alle misure di contenimento della pandemia COVID-19.

Una prima misura è costituita dal patto per l’export, che prevede una dotazione di 1,4 Miliardi di Euro suddivisi su diversi piani di azione:

  • Comunicazione: realizzare campagne di comunicazione strategica in favore del made in italy e di tutte le filiere per promuovere le eccellenze del territorio. L’obiettivo è quello di rilanciare l’immagine internazionale dell’Italia;
  • Promozione Integrata: specifiche iniziative di promozione per i settori arte contemporanea, cinema e audiovisivo, spettacoli dal vivo, editoria, cucina, design, scienza ed innovazione. L’obiettivo è valorizzare le eccellenze italiane nei settori innovativi e ad alto contenuto tecnologico (industria aerospaziale, meccanica avanzata e green economy e a tutti i settori produttivi adiacenti (tessile e moda, legno e design, automotive e settore agroalimentare);
  • Formazione/informazione: strumenti formativi e informativi per sostenere l’accesso ai mercati internazionali da parte delle imprese. L’obiettivo è potenziare le competenze delle figure del TEM “Temporary Export Manager” e DEM “Digital Export Manager” (figure professionali che affiancano le imprese nei processi di innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione);
  • Sistema Fieristico: strumenti e programmi per rafforzare la partecipazione a fiere in Italia e digitalizzazione delle fiere, attraverso piattaforme per incontri B2B virtuali;
  • Commercio Digitale (e-commerce): accordi con le principali piattaforme di e-commerce internazionali e altre piattaforme “marketplace minori” popolari in mercati prioritari;
  • Finanza Agevolata: agevolazioni, contributi e sistemi di garanzia a favore delle strategie di crescita e internazionalizzazione di imprese e start-up.

Altro punto di riferimento per le misure di agevolazione all’export è il sito internet di SACE-SIMEST.

Attualmente sono presenti diversi progetti agevolabili mediante concessione di finanziamenti agevolati, con la possibilità anche di ottenere la concessione di parte di essi a fondo perduto.

I progetti agevolabili riguardano:

  • Patrimonializzazione;
  • Partecipazione a fiere internazionali, mostre e missioni di Sistema;
  • Inserimento mercati esteri;
  • Reclutamento di Temporary Export Manager (TEM);
  • E-commerce;
  • Studi di fattibilità;
  • Programmi di assistenza tecnica.

Numerose sono anche le iniziative a livello regionale che prevedono ciclicamente bandi per supportare l’avvio o implementazione del commercio estero. Si veda ad esempio il portale dedicato della Regione Emilia-Romagna

L’internazionalizzazione è certamente un importante strumento per ampliare il business delle imprese, che con le agevolazioni appena illustrate risulta ancora maggiormente appetibile riducendosi i costi di avvio.

Tuttavia, sia in fase di avvio che in fase di sviluppo della filiera commerciale, o di eventuale stabilimento di sedi all’estero, sono presenti numerose insidie che vanno attentamente vagliate e analizzate.

Innanzitutto, è di importanza fondamentale possedere un’adeguata documentazione contrattuale, sia con riferimento alla vendita che alla successiva distribuzione, commercializzazione e trasporto, per evitare di “subire” contenziosi all’estero o l’applicazione di legislazioni poco favorevoli.

Altrettanto vitale per evitare inconvenienti è una pianificazione fiscale, sia con riguardo agli aspetti di imposizione indiretta:

  • dazi doganali in primis in caso di vendite al di fuori dell’Unione Europea;
  • aspetti IVA in caso di vendite all’interno dell’Unione Europea (fatturazione, non imponibilità, obblighi formali dichiarativi)

sia i più rilevanti aspetti di imposizione diretta:

  • valutazione circa la sussistenza di stabili organizzazioni all’estero;
  • credito di imposta per imposte pagate all’estero;
  • disciplina delle “C.F.C. : Controlled Foreign Companies”
  • opzione per la branch exemption;
  • disciplina dei prezzi di trasferimento infragruppo.

Su questo ultimo tema si segnala che la regola generale prevede l’imposizione in Italia per tutte le imprese qui residenti anche per i redditi prodotti all’estero. Qualora anche lo stato estero preveda la tassazione del reddito là prodotto la normativa italiana (in particolare l’art. 165 TUIR) prevede la possibilità di chiedere a rimborso le imposte pagate all’estero così da eliminare, o quantomeno ridurre sensibilmente, la doppia imposizione.

Tutti questi aspetti devono essere attentamente valutati in fase di avvio o implementazione dell’internazionalizzazione dell’impresa al fine di evitare di incappare in spiacevoli imprevisti.

AUTORE

AVV. PAOLO POLASTRI

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