LA RISOLUZIONE N. 5/DF DELL’ 11 GIUGNO 2021

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Chiarimenti in materia di Imu e Tari per gli immobili posseduti in Italia da soggetti non residenti titolari di pensione maturata in regime convenzionale.

Il MEF-Dipartimento delle finanze (Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale) con la Risoluzione n. 5/DF dell’11 giugno scorso, ha fornito alcuni chiarimenti in tema di applicazione sia dell’Imu che della Tari sugli immobili posseduti a titolo di proprietà o usufrutto, da parte di soggetti titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, residenti in uno Stato di assicurazione differente dall’Italia, ex art. 1, comma 48 della Legge di Bilancio 2021 (legge n.178/2020).

Va ricordato, innanzitutto, che la predetta norma ha previsto, a partire dal 2021, in materia di Imu e Tari e per una sola unità immobiliare ad uso abitativo, che i soggetti titolari (proprietà o usufrutto) non residenti in Italia che hanno maturato la pensione in regime di convenzione internazionale con l’Italia, possano beneficiare di una riduzione pari alla metà per quanto riguarda l’Imu e nella misura di 2/3 per la Tari.

Il quesito posto all’attenzione del MEF, era di duplice portata: il primo riguardava la possibilità di beneficiare della norma agevolata, in favore dei soggetti proprietari di un solo immobile ad uso abitativo sul territorio italiano (non locato o dato in comodato) percettori di pensione maturata in regime di convenzione internazionale, a prescindere dalla nazionalità e “a prescindere dalla residenza”; con il secondo veniva richiesto se per “pensione in regime di convenzione internazionale, dovesse intendersi la pensione derivante dalla c.d. totalizzazione dei contributi versati sia in Italia che all’estero, nei Paesi convenzionati, UE ed Extra-UE.

In merito al primo aspetto del quesito richiesto, il Dipartimento delle Finanze con la predetta Risoluzione precisava che tale regime agevolativo non può essere riconosciuto “a prescindere dalla residenza”, atteso che l’art. 1, comma 48 prevede tra le condizioni, expressis verbis, la residenza “in uno Stato di assicurazione diverso dall’Italia”, richiedendo, di tal che, una coincidenza tra lo Stato in cui vi si risiede (non l’Italia) e lo Stato erogatore della pensione.

Per quanto concerne il secondo aspetto della questione, invece, viene chiarito che in materia previdenziale con la locuzione ”pensione in regime di convenzione internazionale”, si intende la pensione maturata in regime di totalizzazione internazionale, attraverso il cumulo dei contributi, dei periodi assicurativi sorti e maturati sia in Italia che all’estero, ovvero: nei Paesi UE, SEE e Regno Unito, nonché, nei Paesi Extra-UE, che hanno stipulato delle Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con l’Italia. (Lista consultabile sul sito dell’Inps: www.inps.it)

Viene, infine, escluso dal regime agevolativo suindicato, la fattispecie in cui il soggetto maturi, esclusivamente, la pensione in uno Stato estero, mancando, quindi, uno dei requisiti previsti dall’art. 1, comma 48 della Legge n.178/2020.

 

Avv. Dario Marsella
Presidente Commissione Tax Law
Unione Avvocati Europei

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AVV. DARIO MARSELLA

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