Sui ritocchi al regime dei Controesodati l’Agenzia delle Entrate interpreta più che favorevolmente

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La risposta all’ interpello n. 789 del 2021 fornita dalle Entrate ingloba un’ampia fascia di lavoratori “impatriati” grazie ad un’interpretazione “a maglie larghe”. L’iscrizione all’AIRE diviene decisiva.

Il Regime di tassazione agevolata dei lavoratori impatriati, di cui all’art. 16, comma 1, del Decreto Legislativo n. 147 del 2015, è un istituto fiscale previsto dal legislatore con il chiaro intento di favorire il rientro in Italia dei lavoratori medesimi, a patto che trasferiscano ivi la residenza fiscale. Ne abbiamo parlato, in generale, negli articoli precedenti pubblicati su MPM, ma comunque riportiamo i presupposti per la sua applicazione:

  1. il lavoratore non è stato residente in Italia nei due periodi d’imposta precedenti il trasferimento e si impegna a risiedervi per almeno due anni;
  2. l’attività lavorativa è svolta prevalentemente nel territorio italiano.

I contribuenti esodati che soddisfino i predetti requisiti possono, così, godere di una tassazione agevolata, di carattere temporaneo, pari alla durata di cinque periodi di imposta successivi al trasferimento in territorio italiano. In particolare, il reddito di lavoro dipendente (o il reddito a esso assimilato) e di lavoro autonomo prodotto in Italia, concorre alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30% dell’ammontare ovvero al 10% se la residenza è presa in una delle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia.

Tale regime subisce delle modifiche con l’intervento della legge n. 34 del 2019 (Decreto Crescita), e poi con la legge n. 178 del 2020 (Legge di Bilancio 2021).

Il Decreto Crescita, in particolare, ha previsto un’estensione del trattamento per altri cinque periodi di imposta, ai lavoratori che abbiano trasferito la residenza fiscale in Italia a decorrere dal 30 aprile 2019, con almeno un figlio minorenne a carico e a quelli che diventano proprietari di almeno un’unità immobiliare residenziale in Italia dopo il trasferimento o nei 12 mesi precedenti. Per tale ulteriore periodo di prolungamento, i redditi agevolati concorrono alla formazione dell’imponibile per il 50% del loro ammontare ovvero per il 10% in caso di lavoratori con almeno tre figli minorenni a carico.

La Legge di Bilancio 2021, all’art. 1, comma 50, ha apportato, poi, modifiche al Decreto Crescita, inserendo nell’art. 5 il comma 2-bis, al fine di consentire l’estensione di un ulteriore quinquennio del regime.

Nello specifico, possono usufruire del trattamento di favore anche a coloro che siano stati iscritti all’AIRE o che siano cittadini degli Stati Membri dell’Unione Europea, che hanno già trasferito la residenza prima dell’anno 2020 e che alla data del 31 dicembre 2019 risultino beneficiari del regime di cui all’art. 16 del citato Decreto Legge. L’opzione si perfeziona con il pagamento di un importo pari al:

  1. 10% dei redditi agevolabili in commento, prodotti nel periodo di imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, se il lavoratore ha almeno un figlio minore, anche in affido preadottivo, ovvero è diventato proprietario, o comproprietario di un immobile sito in Italia ove vi trasferisce la residenza, acquistato entro 18 mesi dall’esercizio dell’opzione o nei 12 mesi precedenti;
  2. 5% dei redditi agevolabili prodotti nel periodo di imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione, in presenza di almeno tre figli minori (anche in affido preadottivo) e diventa proprietario, o comproprietario di almeno un’unità immobiliare residenziale nei termini prima illustrati.

Il trattamento agevolato spetta anche per i redditi d’impresa prodotti dai lavoratori impatriati che avviano l’attività in Italia a partire dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2019.

Orbene, si può notare come nel tempo il legislatore cerchi di far permanere lo strumento in questione che, evidentemente sta riscontrando un notevole successo sociale e fiscale, seppur modificando il regime con varie versioni. E’ proprio sulle predette versioni che la contribuente istante nutre delle perplessità. In particolare, ella, trasferitasi all’estero dal 2009 al 2013 per motivi di studio e formazione professionale, ed iscritta all’AIRE per il solo periodo che va da novembre 2012 a marzo 2013, beneficiaria del regime originariamente previsto (art. 16 L. 147/2015), proponeva istanza di interpello al Fisco, onde comprendere se sussistevano o meno i presupposti per la proroga del regime per ulteriori cinque periodi di imposta, come previsto dalle nuove versioni del regime. Il trasferimento in territorio italiano, con l’inizio di un lavoro dipendente e la fruizione del regime, è poi seguito, negli anni a venire, dall’acquisto di un immobile residenziale con il marito, e dall’arrivo di due figli minori. Tuttavia, il periodo di iscrizione all’AIRE, oggettivamente breve, può, a scrupolo della contribuente, essere di ostacolo.

L’Agenzia delle Entrate, con risposta n. 789/2021, osserva come il regime in questione, per effetto delle modifiche normative, esclude l’estensione del beneficio ai soggetti carenti di iscrizione all’AIRE, nonché ai soggetti extracomunitari. La prima estensione del regime apportata dal Decreto Crescita è soggetta al trasferimento di residenza a decorrere dal 30 aprile 2019. Ma, per effetto del secondo ampliamento previsto dalla Legge di Bilancio 2021, i soggetti iscritti all’AIRE (nessun termine di durata è previsto in merito all’iscrizione) che abbiano trasferito la residenza prima del 2020 e al 2019 beneficiavano del regime, possono ugualmente accedervi. Con la sola precisazione che, per trasferimento precedente al 2020 deve intendersi, alla luce del nuovo art. 2-bis del Decreto Crescita, quello antecedente al 30 aprile 2019 (dato che la norma fa riferimento ai soggetti diversi da quelli indicati al comma 2).

Come si può osservare, l’iscrizione all’AIRE è una componente importante degli istituti agevolativi fiscali previsti dal legislatore, oltre ad essere un dovere, anche di carattere collaborativo, tra il contribuente e l’Amministrazione Finanziaria.

Avv. Eleonora Dell’Anna
Avv. Dario Marsella

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AVV. DARIO MARSELLA

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